Storia del Collegio

La bolla di fondazione di papa Pio IV “Ad apostolicae dignitatis apicem” del 15 ottobre 1561 sancisce l’avvio del progetto di San Carlo di costruire un collegio universitario a Pavia: il progetto viene affidato all’architetto Pellegrino Pellegrini detto il Tibaldi (1526-1596).

La fondazione del Collegio si inserisce sia nel quadro più complesso della riforma educativa e pedagogica promossa da Carlo (dal 1560 arcivescovo di Milano), sia nella storia specifica del centro universitario pavese, dove già esistevano realtà minori, come il collegio fondato dal cardinal Branda Castiglioni, dove era stato accolto lo stesso zio di Carlo, che divenne Papa Pio IV.

Questi non esiterà, pertanto, a supportare l’iniziativa del nipote, ben consapevole dell’importanza di un’adeguata struttura residenziale per favorire lo studio e la maturazione dei giovani. Con un documento successivo il Papa lega alla nascente istituzione le rendite fondiarie del monastero cluniacense di San Maiolo costituendo così la base finanziaria per l’avvio e la persistenza della nuova istituzione.

GIORGIO VASARI, 1568

Pellegrino bolognese, pittore di somma aspettazione e di bellissimo ingegno […] Finalmente ha dato principio in Pavia per lo cardinale Bonromeo a un palazzo per la Sapienza.

Descrizione dell’opere di Francesco Primaticcio bolognese, abate di S. Martino, pittore et architetto, in “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri”, ed. 1568

La posa della prima pietra avvenne infatti il 19 giugno 1564 e la costruzione procede per oltre vent’anni, con cambi di impostazione (Carlo richiede per esempio in corso d’opera un significativo ampliamento del progetto originario) e rallentamenti dovuti all’impegno del committente per la realizzazione di altre importanti fabbriche nella diocesi milanese. L’edificio viene dotato nel 1579 di una cappella dedicata a Santa Giustina patrona della famiglia Borromeo.

MICHEL DE MONTAIGNE, 1581

Pavia, 30 miglia piccole. Subito mi messi a veder le cose principali della Città […] Viddi oltra, quel principio
d’edificio del Cardinal Borromeo per il servizio delli Scolari.

Giornale del viaggio in Italia, 1580-1581

L’edificio può dirsi compiuto nel 1588, quando vi entrano ufficialmente i primi alunni, ma già dal 1 aprile 1581 (ospitava una comunità di studenti “a dozzina”, tra i quali un altro celebre Borromeo, il cugino di Carlo, Federico.

ALESSANDRO MANZONI, 1840

Nel 1580, [Federico Borromeo] manifestò la risoluzione di dedicarsi al ministero ecclesiastico, e ne prese l’abito
dalle mani di quel suo cugino Carlo, che una fama, già fin d’allora antica e universale, predicava santo. Entrò poco
dopo nel collegio fondato da questo in Pavia, e che porta ancora il nome del loro casato.

I promessi sposi, capitolo XXII

Negli anni 1603-1604 venne arricchito nel salone al piano superiore del ciclo pittorico dedicato a San Carlo Borromeo (volta e parete settentrionale, opera dell’orvietano Cesare Nebbia e aiuti) e sulla parete meridionale dell’episodio dell’imposizione del cappello cardinalizio, opera di Federico Zuccari.

FEDERICO ZUCCARI, 1604

In Pavia, nel Collegio Borromeo, godei habitationi honoratissime di stanze et appartamenti nobili, de’ quali è pieno detto Collegio, e facciata e prospetto ornatissimo, e dentro e fuori, et è forsi de’ singolari d’Italia.

Il passaggio per l’Italia del Sig. Cavaliere Federico Zuccaro, 1608

Il progetto viene proseguito e completato entro gli anni Venti del Seicento grazie all’intervento di Francesco Maria Richini (1584-1658) nella definizione del lato orientale con i due corpi di fabbrica protesi verso il giardino all’italiana: un hortus conclusus, che determina un cannocchiale prospettico in linea col portone dell’edificio, chiuso sul fondo da nicchione con fontana di gusto barocco. Dell’architetto milanese è anche il disegno della splendida cancellata in ferro battuto con emblemi araldici borromaici.
Intervento architettonico fondamentale, che ha conferito all’edificio la sua forma attuale di perfetto quadrilatero omogeneo nella definizione dei vari prospetti e inserito in un’area verde, è quello di Giuseppe Pollak che negli anni 1818-20 il completamento del prospetto verso il fiume, con l’abbattimento delle chiesa di San Giovanni in Borgo, tenendo fede al disegno del Pellegrino (che tanto piaceva a Stendhal).

STENDHAL, 1816

15 décembre 1816 […] J’étais venu à Pavie pour voir les jeunes Lombards qui étudient en cette université, la plus
savante d’Italie […] J’ai été fort content de l’architecture du collège Borromée; elle est de Pellegrini, l’auteur de
l’église de Rhô, sur la route de Milan au Simplon.

Rome, Naples et Florence, 1826

La sfida vinta nell’ultimo secolo è stata quella di un progressivo ammodernamento: anche la trasformazione in Ospedale Militare durante la Prima Guerra Mondiale ha lasciato segni. L’ammodernamento strutturale e tecnologico, a cominciare dai primissimi anni del Novecento, la realizzazione degli impianti elettrico, termico e telefonico, l’innalzamento di un ulteriore piano (il cosiddetto “Iperuranio”) destinato alle camere degli Alunni, il recupero funzionale di ampie aree dell’edificio (come i sotterranei adibiti a Biblioteca, aule studio multimediali e spazi ricreativi), l’ampliamento delle aree verdi e il ripristino dal giardino seicentesco in modo coerente con il progetto originario, la trasformazione dell’edificio dell’ex Pio Luogo Pertusati in Sezione destinata ai laureandi e laureati, il restauro della palazzina rinascimentale di via Perelli destinata a sede dell’Amministrazione, la costruzione di una nuova Sezione destinata ad ospitare le prime Alunne nel mese di settembre 2009 rappresentano una lunga linea di interventi accomunati dall’obiettivo di mantenere il giusto equilibrio – richiesto fin dall’inizio dal fondatore al suo architetto – tra bellezza e vivibilità, armonia d’insieme e razionale concatenazione funzionale delle parti.

Il Collegio, in virtù sia della sua fondazione prestigiosa, sia del legame con la famiglia Borromeo, sia della lunga e ininterrotta vicenda storica, è anche uno scrigno di opere d’arte: dagli affreschi della Cappella e del Salone ai dipinti della Quadreria, dalle maioliche ai paramenti sacri agli elementi di arredo. Anche per questo è stato considerato nei secoli e in epoca recente un monumento storico, architettonico e artistico di eccezionale valore, da sottoporre a oculata manutenzione e continuo controllo.

Nei secoli XVII e XVIII fornì soprattutto giuristi destinati a cariche nel governo e nell’amministrazione della Chiesa e dello Stato milanese: Cesare Monti, Federico Visconti, Giuseppe Pozzobonelli, cardinali arcivescovi di Milano, Marco Arese, reggente del Supremo Consiglio, massima carica nello Stato milanese, Giorgio Clerici, presidente del Senato; numerosi vescovi e cardinali: Giuseppe Alessandro Furietti cardinale e fine studioso dei mosaici antichi. Successivamente hanno studiato in collegio: tra i giuristi Pietro Custodi, collaboratore del ministro Prina, Giuseppe Ferrari importante rappresentante del pensiero federalista repubblicano, allievo di Gian Domenico Romagnosi, e protagonista del Risorgimento italiano, Contardo Ferrini insigne docente di Diritto romano, riconosciuto beato dalla Chiesa, Scipione Ronchetti, ministro Guardasigilli nei governi Giolitti e Tittoni, presentatore della legge sulla condanna condizionale.Tra i medici: Agostino Bertani, organizzatore della spedizione dei Mille e segretario di Garibaldi, promotore del codice di igiene pubblica del 1885, Enrico Acerbi, precursore della batteriologia menzionato dal Manzoni in nota ai Promessi Sposi, Lamberto Parravicini, chirurgo, Carlo Forlanini ideatore del primo pneumotorace artificiale per la cura della tubercolosi. Tra i matematici, fisici e ingegneri: Giovanni Codazza direttore del R.Museo Industriale di Torino, Francesco Brioschi, fondatore del Politecnico di Milano autore di 279 pubblicazioni in ambito scientifico, Gaspare Mainardi studioso di geometria differenziale, del qualericordiamo le formule di Gauss-Mainardi-Codazzi, Luigi Volta astronomo degli osservatori di Brera. Tra i letterati: Eligio Possenti, commediografo e critico, tra i primi a valutare l’originalità di Pirandello. Inoltre il collegio ha ospitato negli anni 1926-1936 il poeta russo Venceslav Ivanov e annovera fra i suoi rettori Cesare Angelini, importante interprete di Manzoni e attento letterato e Leopoldo Riboldi, Rector Perpetuus, che con la donazione di 4.200 volumi della biblioteca del collegio ha contribuito alla nascita in Pavia della facoltà di Scienze politiche, la prima in Italia. Attualmente una consistente parte del corpo accademico pavese è stato Alunno del Collegio.

CESARE ANGELINI, 1957

Fondato per poche decine di studenti […] questo Borromeo rivela che gran cosa era il giovane per la gente del Cinquecento: il rispetto alla sua dignità, la fiducia nell’alte promesse che portava con sé e dovevano trovare anche materialmente il luogo proprio dove maturare e attuarsi. E ancora oggi il Fondatore impone il suo stile a chi entra, invitandolo a un senso patrizio della vita e alla coscienza delle lodevoli opere. È, senza dubbio, uno dei primi Collegi d’Italia […] Si può ben dire biblicamente che in Pavia il Collegio Borromeo è la casa che rallegra la città: con l’impeto delle sue linee achitettoniche, la potenza della sua mole che vede passare i secoli e li vince, la maestà del suo salone festeggiato da affreschi sempre in palpito, il respiro sul fiume e sugli orti “coerenti”; e anche per il fatto d’essere entrato a vivere tanto naturalmente nei Promessi Sposi, con la solenne figura del Cardinal Federigo, il primo degli alunni, “flos Alumnorum”.

Questo Borromeo, 1957

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