Dalle corti alle carceri: migrazioni, tradizioni e contaminazioni

Il concerto con Giovanni Gnocchi al violoncello dal titolo Dalle corti alle carceri: migrazioni, tradizioni e contaminazioni ripercorre la storia che nasce da una domanda antica e universale: che cos’è davvero la musica e da dove ha origine. Un percorso che attraversa secoli e linguaggi, esplorando la musica non solo come melodia, ma come silenzio, gesto, parola e invito alla danza.
Dalle ombre misteriose e frammentate di György Kurtág, alla libertà improvvisativa del Barocco di Dall’Abaco, fino alla luce architettonica delle Suite di Bach. Un viaggio in cui il violoncello rivela la sua voce polifonica, retorica e profondamente umana. Il cammino si compie nel Novecento con la forza primitiva e visionaria della Sonata op. 8 di Kodály, tra tradizione popolare e sperimentazione. A questi brani si aggiunge un capolavoro dei giorni nostri, ovvero la trascrizione per violoncello, da parte della compositrice scozzese Judith Weir, dei canti popolari dei prigionieri afro-americani, raccolti e registrati nelle carceri degli Stati Uniti negli anni ’30 da parte di Alan Lomax.
Un’esperienza d’ascolto che invita a riflettere, immaginare e riscoprire le radici più profonde del suono.
PRENOTA IL TUO POSTO a partire dal 22/01/2026
MUSICHE
György KURTÁG, Árnyak; Hommage à John Cage
Joseph DALL’ABACO, Capriccio per violoncello solo n° 2 in sol minore
Johann Sebastian BACH, Suite Nr. 1 in sol maggiore BWV 1007
Judith WEIR, “Unlocked”
Zoltan KODÁLY, Sonata for solo violoncello op. 8


