Spigolature d’Archivio – Maggio, agosto…: tempo di raduni e di memorie

Spigolature d’Archivio – Maggio, agosto…: tempo di raduni e di memorie

Alle prese col «vecchio barbogio»… tra vacanze e liete «adunate»

Caro amico,
considerato che le vacanze hanno disperso per il globo terraqueo, i membri della nostra famiglia e che ciascuno non può giungere di persona a tutti, si è pensato di fare uscire quindicinalmente una raccolta di notizie nostre.
Sei tenuto a tenerci informati di te e delle tue cose, come di ogni altra notizia che tu abbia dei compagni.
Il centro di raccolta e di divulgazione è presso il decano¹ in Via Lanzone 18 – Milano.
Accetta il nostro saluto fraterno più affettuoso.

IL COMITATO

Con queste parole di indirizzo generale e di sollecito alla partecipazione a quella che oggi, in epoca di social network, si chiamerebbe una community, si apriva nell’agosto del 1921 il numero 1 del «Bollettino Borromaico Quindicinale».
Su sottilissimi e ora fragili fogli ciclostilati, inviati ai vari indirizzi di residenza cittadina o campagnola dei borromaici vacanzieri, i cinque numeri usciti dal primo agosto al 30 ottobre scandiscono bisettimanalmente il tempo dedicato agli svaghi estivi, al sole, al caldo, alla villeggiatura (accompagnata molto probabilmente allo studio), ma soprattutto la parentesi di lontananza dal Collegio – che in un numero dell’anno successivo verrà confidenzialmente chiamato «il vecchio barbogio», finalmente lasciato tranquillo dai suoi irrequieti abitanti -, quasi per colmare una specie di vuoto, mantenendo assidua e regolare la comunicazione (e perciò l’affiatamento) tra compagni. Sulle pagine si susseguono, allora, testi scherzosi, arguti, beffardi, giocosi, in gran parte misteriosi e cifrati per chi li legge oggi e in generale per un lettore che non facesse parte di quel folto gruppo di redattori e destinatari, intessuti come sono di riferimenti a episodi, personaggi, cose, tic, abitudini, memorie condivise. Parole, frasi, indovinelli il cui senso sta esclusivamente nella rete di rapporti nata dal contatto quotidiano vissuto tra le mura del Collegio e che il «Bollettino» si diverte a mettere nero (o grigio un po’ sbiadito) su giallino (il colore della carta)² con spensierata vivacità pari all’impegno organizzativo.
Affiorano in sottotraccia alcune informazioni e impressioni: per esempio, il rapporto deferente, pur nella reciproca familiarità, tra la comunità di giovani alunni e il suo rettore, allora don Leopoldo Riboldi, che sostiene l’iniziativa del foglio quindicinale e fornisce attraverso questo “tam-tam” anche notizie di natura pratica, per esempio sulla data di riapertura del Collegio, ed è alle prese in quell’estate con vari lavori di ristrutturazione del palazzo; o il rapporto altrettanto deferente e stretto e fatto di consuetudine diretta con la famiglia Borromeo: spira tutta l’intensità e solarità dell’allegria giovanile, associata a quella tipica dei mesi estivi, nella descrizione (sul numero 4) – con vivissimi ringraziamenti per l’ospitalità offerta dal principe-patrono e dalla sua famiglia – della tanto attesa «adunata» settembrina nella villa borromaica di Cesano Maderno.
Emerge tra le righe non certo un sentimento anacronisticamente nostalgico (anche nell’ultimo numero non si parla di “addio”, ma si lancia un più festoso “arrivederci!”, accompagnato da una sapida vignetta che sintetizza il «programma per l’anno nuovo a Pavia»…), ma il vivo desiderio di restare in contatto, di tenersi vicendevolmente aggiornati e di rivedersi presto: un’idea di fortissima appartenenza a un insieme non indifferenziato, ma fatto di relazioni intrecciate tra individui, ciascuno con le proprie caratteristiche, stravaganze, normalità.

Se ufficialmente l’Associazione Alunni del Borromeo nasce nel 1947, con il sostegno di un altro illustre rettore, Cesare Angelini, – come ricostruisce e documenta Carlo Villa nel volume, ricco di immagini, che ne ripercorre i primi 40 anni³ – lo spirito “associazionistico” dei borromaici si manifesta ben più precocemente e, prima di istituzionalizzarsi in quella definitiva, prende varie forme più o meno stabili: da quella scritta, verbale (il primitivo «Bollettino» avrà vita breve, solo il biennio delle estati 1921 e 1922, ma verrà ripreso con maggior slancio e un’impostazione differente alla fine degli anni Cinquanta e sarà preceduto e affiancato dalla pubblicazione dell’«Annuario») a quella più propriamente conviviale.
1° raduno (1912)Non è un caso se la storia dell’Associazione sia connessa (fin quasi all’identificazione) con quella dei raduni: momenti festosi e a loro modo non privi di grandiosità, vuoi per la cornice magniloquente e solenne, vuoi per la folta rappresentanza di alunni di ogni età, che li anima. Le immagini lo testimoniano, a partire da quella che immortala i protagonisti del primo, tenutosi il 26 maggio 1912, la cui schiera ordinatamente compressa nel cortile include nel margine sinistro il rettore Maiocchi e il vicerettore Moiraghi e che vide al vertice organizzativo il patrono conte Giberto e come oratore principale il più anziano tra i borromaici di allora: il novantenne Leone Paladini, che aveva preso parte agli ormai leggendari moti del 1848.

In realtà, sempre in concomitanza con un raduno, quello del 31 maggio 1931, venne fatto un altro tentativo per far nascere una vera e propria associazione, accogliendo le esigenze di formalizzazione della comunità borromaica ex-collegiale: nella riunione del Consiglio di Amministrazione del Collegio del seguente 16 ottobre il rettore Rinaldo Nascimbene dà notizia dello statuto dell’«Associazione ex Alunni del Collegio» e riceve l’autorizzazione ad assumerne, come richiesto, la presidenza pro tempore.
Forse i tempi non erano ancora maturi, lo diventeranno nel primissimo dopoguerra.

¹ All’epoca Gigi Scotti Foglieni.
² Questi preziosi cimeli (la serie completa del 1921 e quella al pari completa del 1922) furono consegnati al rettore Angelo Comini in una cartella gialla con la dicitura «cose serie» dalla vedova dell’avvocato Aldo Boneschi, entrato in Borromeo proprio nell’autunno del 1921. È probabile che essi fossero appartenuti a un altro borromaico, illustre giurista, Mario Rotondi, i cui nome e indirizzo sono vergati sui numeri del Bollettino del 1922.
³ C. Villa, 1947-1987: quarant’anni di vita dell’Associazione Alunni Almo Collegio Borromeo e i suoi raduni, s.l., ottobre 1988.

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