Home

storia

UN PALAZZO PER LA SAPIENZA

Nel 1564, in Pavia, il Pellegrino ha dato principio per il Cardinal Borromeo a un palazzo per la Sapienza”. Così Giorgio Vasari nelle “Vite de’ più eccellenti Architetti, Pittori et Scultori” prendeva nota della nascita del collegio: la posa della prima pietra avvenne il 19 giugno 1564. La bolla di fondazione di papa Pio IV "Ad apostolicae dignitatis apicem" risaliva a tre anni prima, al 15 ottobre 1561 e il progetto era stato affidato all’architetto Pellegrino Pellegrini detto il Tibaldi (1526-1596).

Qualche anno dopo (1581) ne parlò, da attento viaggiatore qual era, Montaigne nel suo Journal de voyage en Italie: ”Viddi oltra, quel principio d’edificio del Cardinal Borromeo per il servizio delli Scolari”. L’edificio era stato dotato nel 1579 di una cappella dedicata a Santa Giustina patrona della famiglia Borromeo e negli anni 1603-1604 venne arricchito nel salone al piano superiore del ciclo pittorico dedicato a San Carlo Borromeo (volta e parete settentrionale, opera dell’orvietano Cesare Nebbia e aiuti) e sulla parete meridionale dell’episodio dell’imposizione del cappello cardinalizio, opera di Federico Zuccari. Altre aggiunte furono apportate successivamente, le principali: nel 1620-29 da Francesco Maria Richini (1584-1658) due avancorpi di portico alla parte orientale e la recinzione del giardino racchiuso da questi mediante un muro terminante con fontana; da Giuseppe Pollack negli anni 1818-20 il completamento del prospetto verso il fiume, con l’abbattimento delle chiesa di San Giovanni in Borgo, tenendo fede al disegno del Pellegrino (che tanto piaceva a Stendhal).

Fondato per permettere a giovani dotati di talenti intellettuali ma sprovvisti di beni, quindi impossibilitati ad accedere all’Università ed a dedicarsi agli studi e per garantire al tempo stesso, in età controriformistica, un’adeguata formazione morale (l’ambasciatore veneziano ebbe a dire che “l’esempio del Borromeo ha più valore di tutti i decreti del Concilio di Trento”) il collegio a partire dall’apertura ufficiale del 1 aprile 1581 (anno in cui, come ricorda Manzoni nel XXII capitolo dei Promessi Sposi, entrò Federico Borromeo, futuro cardinale arcivescovo di Milano e fondatore della Biblioteca Ambrosiana) ha ospitato circa quattromila alunni.Nei secoli XVII e XVIII fornì soprattutto giuristi destinati a cariche nel governo e nell’amministrazione della Chiesa e dello Stato milanese:Cesare Monti, Federico Visconti, Giuseppe Pozzobonelli, cardinali arcivescovi di Milano, Marco Arese, reggente del Supremo Consiglio, massima carica nello Stato milanese, Giorgio Clerici, presidente del Senato; numerosi vescovi e cardinali: Giuseppe Alessandro Furietti cardinale e fine studioso dei mosaici antichi. Successivamente hanno studiato in collegio: tra i giuristi Pietro Custodi, collaboratore del ministro Prina, Giuseppe Ferrari importante rappresentante del pensiero federalista repubblicano, allievo di Gian Domenico Romagnosi, e protagonista del Risorgimento italiano, Contardo Ferrini insigne docente di Diritto romano, riconosciuto beato dalla Chiesa, Scipione Ronchetti, ministro Guardasigilli nei governi Giolitti e Tittoni, presentatore della legge sulla condanna condizionale.Tra i medici: Agostino Bertani, organizzazione della spedizione dei Mille e segretario di Garibaldi, promotore del codice di igiene pubblica del 1885, Enrico Acerbi, precursore della batteriologia menzionato dal Manzoni in nota ai Promessi Sposi, Lamberto Parravicini, chirurgo, Carlo Forlanini ideatore del primo pneumotorace artificiale per la cura della tubercolosi. Tra i matematici, fisici e ingegneri: Giovanni Codazza direttore del R.Museo Industriale di Torino, Francesco Brioschi, fondatore del Politecnico di Milano autore di 279 pubblicazioni in ambito scientifico, Gaspare Mainardi studioso di geometria differenziale, del quale ricordiamo le formule di Gauss-Mainardi-Codazzi-, Luigi Volta astronomo degli osservatori di Brera. Tra i letterati: Eligio Possenti, commediografo e critico, tra i primi a valutare l’originalità di Pirandello. Inoltre il collegio ha ospitato negli anni 1926-1936 il poeta russo Venceslav Ivanov e annovera fra i suoi rettori Cesare Angelini, importante interprete di Manzoni e attento letterato e Leopoldo Riboldi, Rector Perpetuus, che con la donazione di 4.200 volumi della biblioteca del collegio ha contribuito alla nascita in Pavia della facoltà di Scienze politiche, la prima in Italia. Attualmente una consistente parte del corpo accademico pavese (circa 250 tra professori, ricercatori e dottorandi) proviene dal collegio.

Dall'anno accademico 2009-10 è aperta la sezione femminile garantendo pari opportunità di studio a 50 alunne.

 

IL PROGETTO FORMATIVO

progetto formativo [2.1 Mb]