Gemma BIROLI
nasce a Novara nell’ottobre 1901 e all’età di nove
anni rimane orfana del padre, episodio doloroso che segna per sempre
la delicata sensibilità della fanciulla. Si trasferisce con la
famiglia a Vigevano, città che dista pochi chilometri dal luogo
natale della madre, Gambolò, ove ella si rifugerà quasi
fosse un’oasi benigna, vagheggiata e idealizzata. Oltre a frequentare
i corsi magistrali, interrotti successivamente a causa di problemi di
salute, si avvicina alla pittura prendendo lezioni dall’artista
Ambrogio Raffaele, allievo di Fontanesi. Parallelamente alla passione
per la pittura, coltiva l’amore per la poesia: si immerge nella
lettura di liriche di Classici greci e latini, scoprendo successivamente
Foscolo e Leopardi e approdando infine ai contemporanei Lipparini, Guglielminetti
e Ada Negri Questi ultimi sono i veri ispiratori della sua vena poetica.
Nel 1923 si trasferisce a Milano (dove vive uno dei due fratelli) e
frequentando ritrovi culturali, riusce a pubblicare “Le prime
liriche”, opera dedicata al padre (con prefazione di Giovanni
Titta Rosa). Già le prime opere delineano le tematiche che accompagneranno
tutta la sua produzione letteraria: l’istinto primigenio della
terra e dell’antico focolare, il tentativo di trovare nel passato
rifugio; tutti i suoi lavori sono attraversati da una sottile vena di
malinconia.
Successivamente, pubblica un trittico lirico di ampio respiro, costituito
da “Tempesta nel mare”, “Terra lontana”, “Oltre
il tempo”, dove predomina il tema dell’amore per la vita
e per i luoghi della fanciullezza.
Contemporaneamente, collabora con quotidiani e periodici, pubblicando
anche due volumi di prose: “Uno strano paese”, contenente
descrizioni di alcuni angoli caratteristici di Gambolò, e “Gli
alberi”, poemetto in prosa.
Nel 1954 muore il fratello con cui viveva; l’evento provoca un
senso di profondo sconforto e di solitudine, che non è avvertito
solo nel momento della pittura e della poesia.
Nel 1972 pubblica l’opera in prosa “I rintocchi della sera”
(dedicata alla memoria dei fratelli Mario e Rinaldo, con introduzione
di Cesare Angelici); il paesaggio ligure e della “Bassa”
lombarda che vi sono descritti sono lo sfondo su cui si svolge il tema
del dolore profondo che pervade l’animo umano.
Muore a S. Margherita Ligure il 7 marzo 1983. |
|