Spigolature d’Archivio – 1939, 1976: da settembre a settembre…

Spigolature d’Archivio – 1939, 1976: da settembre a settembre…

La memoria in un libro: Cesare Angelini, Ada Negri et alii

A volte gli anniversari arrivano quasi inattesi e in punta di piedi. Così, il 27 settembre prossimo, cadrà il quarantennale dalla morte di monsignor Cesare Angelini¹, forse il più celebre e celebrato tra i rettori del Collegio.

Di fronte a figure per certi versi “ingombranti”, delle quali molto è stato detto, ma altrettanto si potrebbe ancora fare per poterne dire – lavoro certosino ma appagante sarebbe, per esempio, la raccolta di tutte le postille lasciate da Angelini sulle pagine dei registri del Collegio (non solo quelli dei suoi anni di rettorato); segni di un’attenzione continua, meticolosa e appassionata per la memoria singola, individuale, minuta, che si incide vividamente nel corso ampio e talvolta uniformante della storia, come un riannodarsi di fili sottili – si rimane tra l’incerto e il dubbioso. Le figure grandi vanno talvolta approcciate timidamente, quasi obliquamente o tangenzialmente.
mx-m565n_20160913_102729_003Si può allora fare memoria dell’Angelini letterato, poeta e amico di poeti, per i quali aveva trasformato in cenacolo anche l’antico Borromeo, in modo piuttosto indiretto e suggestivo, legando alla sua la memoria di altri nomi, grazie al riaffiorare di un’altra data settembrina, questa volta vergata su un libro (per questo prezioso).

Settembre 1939. Una mano femminile traccia sulla prima pagina bianca di una propria opera letteraria fresca di stampa la dedica a una coppia di cari amici.

mx-m565n_20160913_102729_002Al mio Fede
alla mia Pina
con affetto di sorella
con fede e speranza
nella pace fra gli uomini

Ada Negri
Milano, Sett. 1939 – XVII

Si tratta di un esemplare della prima edizione di Erba sul sagrato, “Intermezzo di prose“, come recita il sottotitolo, scritte tra il 1931 e il 1939 da Ada Negri, la grande poetessa nata a Lodi, che aveva fatto di Pavia la sua patria d’elezione, in cui orientava la geografia di suoi affetti, amicizie e affinità elettive, tra queste anche Cesare Angelini. In testa a uno dei brevi testi fa capolino anche il Borromeo, ma solo, potremmo dire, alluso ‘topograficamente’: «Sono venuta stamane dal collegio alla clinica di piazza Borromeo, per portare i libri a Doletta, che v’è ricoverata da alcuni mesi.» Ovviamente il “collegio” cui fa riferimento è un altro istituto pavese per giovani educande, ma la piazza è quella del palazzo voluto da san Carlo, dove si affacciava l’istituto di cura citato nel titolo (Messa al tubercolosario).

Ma i libri contengono spesso (come i registri postillati da Angelini) altre grafie, note, carte, sorprese celate tra le pagine, altri fili da riannodare. Subito sotto la dedica della poetessa ce n’è infatti una seconda, vergata questa volta con inchiostro blu, a distanza di trent’anni.

mx-m565n_20160913_102729_002E da Fede e Pina (Binaghi)
a Mons. Mario Tavazzani
nello stesso amore per Ada Negri
con fervido augurio di vita e poesia nello Spirito Santo
Capodanno 1969 – Pavia

I libri passano di mano con il loro contenuto di storie ‘minime’, custodito sugli scaffali di case lontane, dimenticato sul fondo di scatoloni, nuovamente recuperato alla memoria grazie a un nuovo ‘trasloco’, questa volta nella Biblioteca del Collegio, dell’intero fondo librario di monsignor Mario Tavazzani, altro illustre e colto sacerdote pavese.
Aprendo e sfogliando i volumi che gli appartenevano, si trovano spessissimo dediche (anche di mons. Angelini e del suo nipote sacerdote Piero), annotazioni di date (anche molto precise, con tanto d’orario), foglietti di appunti e ritagli di articoli di giornale relativi al libro o al suo autore. Ancora una volta lo scrupolo del lettore appassionato. Così anche in questo volume, che custodisce altri tre preziosi “cimeli”: mx-m565n_20160913_171457_005il ritaglio della carta da pacco che avvolgeva il volume spedito da Ada Negri a Federico Binaghi² a Carpenedolo; due pagine fittamente dattiloscritte (forse copiate dallo stesso Tavazzani) che riportano la commemorazione della poetessa fatta da un altro suo grande amico, mx-m565n_20160913_102906_001Abele Boerchio(storico direttore della “Provincia Pavese”, noto antifascista)³, molto interessanti perché ripercorrono la storia di un intenso rapporto d’intimità familiare pur nell’iniziale contrapposizione ideologico-politica e illuminano l’acuta sensibilità della Negri dolorosamente delusa dal Fascismo; infine, e qui si chiude il cerchio della memoria, un ritaglio dalla “Provincia Pavese” del 16 marzo 1970, il ritratto che di Ada Negri faceva, a cento anni dalla sua nascita, Cesare Angelini, e che inizia così:

mx-m565n_20160913_171457_003Il centenario della nascita d’un poeta fa sempre buona cronaca.

 

¹ Per notizie bibliografiche e documentarie dettagliate e in continuo aggiornamento su Cesare Angelini si veda il seguente sito: http://www.cesareangelini.it/
² Cfr. M. Pea, Due anime. Testimonianze religiose e letterarie dal carteggio inedito “Ada Negri – Federico Binaghi”, Besana Brianza, GR, 1986.
³ Cfr. negli archivi del giornale pavese due articoli (disponibili online): «Quando Ada Negri era di casa» I Boerchio raccontano (21 ottobre 2005); R. Lodigiani, La famiglia Boerchio tra guerra e Resistenza (29 aprile 2015).

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